l'Umbria
Caratterizzata da un saldo naturale decisamente negativo e da modesti flussi migratori, l’Umbria ha visto diminuire negli ultimi anni la propria popolazione residente. Nella Regione sono presenti zone di alta montagna quasi spopolate, ma nel resto del territorio, sia in collina che nei fondovalle o nelle conche pianeggianti, la popolazione è distribuita in maniera abbastanza omogenea. Notevole è la presenza dell’insediamento sparso, case isolate e piccole frazioni, eredità dell’antico ordinamento mezzadrile. La rete urbana è formata da centri di origine medievale, tra cui spiccano Perugia, il capoluogo, e i poli comprensoriali di Città di Castello, Gubbio, Assisi, Foligno, Spoleto, Todi e Orvieto. Terni, l’altro capoluogo provinciale, ha origini più recenti e si è sviluppato come centro industriale.
Unica Regione dell’Italia peninsulare senza sbocchi sul mare, l’Umbria presenta una morfologia di carattere essenzialmente montuoso e collinare. La catena dell’Appennino Umbro-Marchigiano si estende lungo il confine con le Marche, nella parte orientale. La dorsale a Sud si innalza fino oltre i 2.000 m nei Monti Sibillini, situati per la maggior parte in territorio marchigiano. Rilievi minori di natura collinare occupano la parte centrale della Regione: nell’area compresa tra Gubbio e Perugia, fra Todi e Spoleto e a Sud del Lago di Corbara. La Regione è attraversata da Nord a Sud, in tutta la sua sezione mediana, dal Tevere, che ha formato un ampio solco vallivo; il suo principale affluente è il Nera. A Ovest di Perugia si trova il Lago Trasimeno, il maggiore per estensione dell’Italia peninsulare.
Per molto tempo periferica rispetto ai grandi assi di comunicazione della penisola, l’Umbria ha avuto un decollo economico rallentato, malgrado la presenza di due grandi aziende storiche come la Perugina e le Acciaierie di Terni, oggi fortemente ridimensionate rispetto a un tempo. L’adeguamento dei sistemi di comunicazione ha favorito negli ultimi decenni del Novecento, soprattutto nell’area Terni-Narni e negli altri centri minori della Regione, lo sviluppo di una rete di piccole e medie imprese industriali molto dinamiche, proiettate verso i mercati esteri e specializzate in settori produttivi come il tessile e l’abbigliamento (Perugia, Assisi), la ceramica (Deruta), la carta e la stampa (Città di Castello). Le principali coltivazioni sono la vite e l’olivo, unitamente a quelle di cereali e prodotti orticoli. Il turismo rappresenta una quota importante del prodotto regionale, grazie alla presenza di centri di notevole rilievo storico-artistico, fra cui emergono Perugia e Assisi, e alle bellezze di un paesaggio rurale ancora in gran parte intatto.