la Sicilia

Il saldo migratorio continua a essere negativo e non viene compensato da quello naturale, per cui la popolazione è in lenta, ma costante diminuzione. La struttura insediativa è complessa, anche a causa dell’ampiezza del territorio: vi sono nove capoluoghi di Provincia, due aree metropolitane (Palermo e Catania), una grande città, Messina, conurbata con Reggio di Calabria, sull’altra sponda dello Stretto, e numerosi centri di medie dimensioni. La densità media dell’isola è piuttosto elevata, con concentrazioni notevoli lungo la costa settentrionale e quella orientale, in corrispondenza dei centri urbani principali; la Sicilia interna, che ospita solo due capoluoghi, è, invece, scarsamente popolata.

La Sicilia è l’isola più grande del Mediterraneo e la prima Regione italiana per estensione. Separata dalla Penisola dallo Stretto di Messina, presenta un territorio prevalentemente montuoso e collinare. Le pianure sono ridotte a strette fasce costiere; la maggiore estensione pianeggiante è costituita dalla Piana di Catania, di origine alluvionale. Nella parte settentrionale i massicci montani proseguono la dorsale appenninica con i gruppi dei Monti Peloritani, dei Nebrodi e delle Madonie, che hanno la loro massima cima nel Pizzo Carbonara (1.979 m). Tra i Monti Peloritani e la Piana di Catania si innalza il poderoso cono vulcanico dell’Etna (3.323 m), il maggior vulcano attivo d’Europa. Complessi vulcanici minori tuttora attivi si trovano nelle isole di Stromboli e di Vulcano, mentre nelle isole di Ustica e Pantelleria l'attività vulcanica si è esaurita o quasi. Nella fascia centrale della Sicilia si allungano i Monti Erei e i Sicani, mentre nella parte Sud-orientale si innalzano i Monti Iblei. I fiumi sono brevi e a regime torrentizio (Simeto, Alcantara, Salso, Belice). Le coste, assai varie, si sviluppano per 1.500 km e sono fronteggiate da numerose isole, per la maggior parte raggruppate in arcipelaghi, su cui sono state istituite riserve naturali per preservarne lo straordinario patrimonio ambientale: Eolie (o Lipari), Egadi, Pelagie, Ustica, Pantelleria.

Pur disponendo di notevoli risorse di base (posizione strategica nel Mediterraneo, buone condizioni climatiche, vasti spazi agricoli, giacimenti petroliferi) la Sicilia ha una struttura economica debole, penalizzata dalla presenza di una diffusa criminalità organizzata. L’agricoltura presenta un netto dualismo: quella praticata nelle zone interne, poco produttiva e basata sulla monocoltura del frumento, e quella avanzata delle aree specializzate (viticoltura nel Trapanese e nel Ragusano, agrumeti e ortofrutteti nel Palermitano e nella Piana di Catania). Notevole l’apporto economico della pesca, il cui porto principale è Mazara del Vallo. L’industria è caratterizzata dalla presenza di un numero molto limitato di grandi imprese (la Fiat a Termini Imerese e i poli della petrolchimica), da un promettente sviluppo del settore agroindustriale, soprattutto nelle Province di Trapani e Agrigento, e dalla cosiddetta “Etna Valley”, la zona di Catania che ospita diverse imprese di alta tecnologia. Nel settore terziario la burocrazia ha un peso eccessivo, mentre il turismo, nonostante le eccezionali risorse artistiche e ambientali dell’isola, risulta ancora sottodimensionato (solo il 5% dei turisti stranieri che visitano l’Italia arriva fino in Sicilia).