la Sardegna
La Sardegna è una delle Regioni italiane con la densità demografica più bassa, legata sia a motivi ambientali sia storici, come la forte emigrazione che ha interessato l’isola fino agli anni Settanta del Novecento. Oggi il fenomeno si è molto ridimensionato, ma il saldo migratorio rimane comunque negativo e la popolazione residente è in diminuzione, malgrado un saldo naturale leggermente positivo. Nella Provincia di Cagliari si registra la maggior concentrazione di abitanti, mentre in quella di Nuoro (Barbagia) la minore.
La Sardegna, che per estensione è la seconda isola del Mediterraneo dopo la Sicilia, presenta un territorio essenzialmente montuoso e collinare. L’unica vasta pianura, quella del Campidano, che si apre tra i golfi di Oristano a Ovest e di Cagliari a Sud-Est, separa il sistema montuoso, composto da un mosaico di catene, massicci e altopiani, in due zone distinte. La prima si estende dalla costa settentrionale (Monte Limbara, 1.359 m) fino all’estremo angolo Sud-orientale, presentando, nell’ordine, la catena del Goceano, che ha la cima massima nel Monte Rasu (1.259 m), e il massiccio del Gennargentu, nel quale si trova il rilievo più alto della Regione, Punta La Marmora (1.834 m). La seconda, a Sud-Ovest della pianura, comprende il gruppo dell’Iglesiente, con il Monte Linas (1.236 m). I corsi d’acqua hanno carattere torrentizio e i fiumi principali – il Tirso, il Coghinas, il Flumendosa – sono regolati da numerosi bacini artificiali. Le coste hanno un’estensione di 1.850 km e presentano un panorama molto vario: a Ovest e a Sud sono spesso basse e sabbiose, orlate da stagni costieri, a Est e a Nord più alte e rocciose. Fronteggiano le coste numerose isole: a Sud-Ovest le isole di S. Antioco e S. Pietro; a Nord-Ovest l’Asinara e, sul versante Nord-orientale, l’Arcipelago della Maddalena. Sia su quest'ultimo sia all'Asinara sono stati creati dei Parchi Nazionali; il più esteso Parco Nazionale Sardo resta però quello del Gennargentu e del Golfo di Orosei.
Il settore primario ha il suo punto di forza nell’allevamento ovino (più di un terzo del totale italiano) cui è legata l’industria casearia; principali prodotti agricoli sono il grano duro e i cereali minori, destinati alla zootecnia; nel Campidano si coltivano anche riso, ortaggi e viti. La crisi dei grandi poli industriali della chimica (Ottana), dei minerali e della metallurgia (Sulcis-Iglesiente) e della carta (Arbatax) è stata compensata dallo sviluppo della piccola e media industria, concentrata però nei settori tradizionali, come quello del marmo, che a Orosei costituisce un distretto specializzato. Il terziario ha mostrato grandi potenzialità di sviluppo in campo turistico, dato l’eccezionale patrimonio naturalistico offerto dalla Regione.