il Piemonte

La popolazione regionale è in lieve diminuzione, dato che il saldo positivo dei movimenti migratori non compensa un saldo naturale fortemente negativo. Dal punto di vista insediativo la Regione è polarizzata dall’area metropolitana torinese, nella quale si concentra circa un terzo della popolazione. Il secondo centro urbano piemontese, l’unico a superare i 100.000 abitanti, è Novara. Circa il 20% della popolazione vive in piccoli comuni con meno di 5.000 abitanti.

Il territorio piemontese si può dividere in tre parti: la zona alpina, la Pianura Padana e la fascia collinare. I rilievi maggiori, a Nord e a Ovest, appartengono alle Alpi Marittime, Cozie, Graie, Pennine e Lepontine, e comprendono gruppi montuosi fra i più elevati d’Italia, quali il Monte Rosa (4.637 m), il Gran Paradiso (4.061 m), il Monviso (3.841 m) e l’Argentera (3.297 m). Il Piemonte è privo di una fascia prealpina e i rilievi collinari del Monferrato e delle Langhe occupano l’area centro-meridionale del territorio, verso il confine con la Liguria. La Pianura Padana interessa soprattutto le Province di Vercelli e Novara e si estende essenzialmente lungo la riva sinistra del Po. A Nord del fiume il paesaggio è caratterizzato da formazioni moreniche, come l’anfiteatro di Rivoli e la Serra di Ivrea. Il sistema idrografico è costituito dall’alto bacino del Po e dai suoi affluenti (i principali di sinistra: Dora Riparia, Dora Baltea, Sesia e Ticino; di destra: Tanaro, Bormida e Scrivia). I laghi principali sono il Lago Maggiore, piemontese solo nella sua sponda occidentale, e il Lago d’Orta. In Piemonte si trovano il Parco Nazionale della Val Grande e circa la metà del Parco Nazionale del Gran Paradiso.

Seconda Regione più industrializzata d’Italia dopo la Lombardia, il Piemonte è stato protagonista negli ultimi decenni di una radicale trasformazione del proprio tessuto produttivo, determinata soprattutto dalla contrazione del peso dell’industria automobilistica nell’economia regionale. Torino, identificata per lungo tempo come la Detroit d’Italia, di fronte alla crisi e al decentramento produttivo della Fiat in altre zone del paese, ha diversificato sensibilmente le proprie funzioni, soprattutto nella direzione del terziario, orientamento tipico di una moderna metropoli. La Regione non ha comunque perso le sue vocazioni industriali, oggi ben rappresentate dal polo informatico e delle telecomunicazioni di Ivrea e dalla presenza di numerosi distretti specializzati e molto competitivi sui mercati internazionali (tessile-abbigliamento nel Biellese, rubinetterie e casalinghi nel Cusio-Ossola, oreficeria a Valenza Po, dolciario ad Alba). Un ruolo importante occupa il settore alimentare, legato a un’agricoltura moderna, che ha i suoi punti di forza nella risicoltura del Vercellese, oggi un po’ in crisi di fronte alla concorrenza mondiale, e nella vitivinicoltura (Astigiano, Albese, Langhe, Monferrato); mais, soia e foraggi sono destinati all’allevamento bovino. Il terziario si basa sui servizi avanzati destinati alle imprese, sul comparto bancario-assicurativo, sul settore editoriale e sul turismo montano e lacustre.