il Friuli-Venezia Giulia
L’immigrazione extra-comunitaria e i rientri dall’estero, consistenti questi ultimi perché nel passato il Friuli-Venezia Giulia è stata terra di forte emigrazione, compensano un saldo naturale fortemente negativo, determinando una leggera crescita della popolazione regionale. Le due piccole Province giuliane di Trieste e Gorizia registrano da anni un accentuato calo demografico, cui s’accompagna un invecchiamento della popolazione superiore alla media nazionale. La crescita della popolazione regionale è dunque determinata dalle Province di Udine e Pordenone, caratterizzate da una crescita economica più brillante.
La Regione presenta un’ampia zona pianeggiante che dalle Alpi Carniche e Giulie a Nord e a Nord-Est, digrada fino al mare e che consiste nella porzione orientale della Pianura padano-veneta. La catena alpina, che culmina nel Monte Coglians (2.780 m), è interessata da abbondanti precipitazioni. L’area settentrionale, con le cime più alte, corrisponde alla Carnia, che comprende anche l’alta valle del Tagliamento e presenta un paesaggio di prati, faggeti e abetaie. L’alta pianura è contraddistinta da vasti terreni alluvionali, i magredi, e da terreni ghiaiosi permeabili, che causano una consistente diminuzione della portata dei corsi d’acqua, mentre l’acqua assorbita riaffiora poi a valle come risorgiva. A Sud-Est, al confine con la Slovenia, si trovano i primi rilievi del Carso, caratterizzati da spettacolari fenomeni naturali (grotte, doline, inghiottitoi). La fascia costiera varia dall’aspetto lagunare della parte friulana, a Ovest, alle scogliere della Venezia Giulia, a Est. Principali fiumi sono il Tagliamento e l’Isonzo.
L’agricoltura si concentra nella bassa pianura, dove un efficiente sistema di irrigazione ha favorito le colture cerealicole (frumento, mais) e quelle arboree (vite, frutta); l’allevamento, soprattutto suino, è condotto con metodi moderni ed è connesso a una fiorente industria agroalimentare (prosciutto di San Daniele). L’alta pianura ospita invece le aree industriali più importanti della Regione, il cui decollo industriale è avvenuto negli ultimi decenni del Novecento. L’industria friulana è caratterizzata soprattutto dalla presenza di una rete diffusa di piccole e medie imprese che formano diversi distretti specializzati, come quelli delle sedie a Manzano, dei mobili a Sacile, della coltelleria a Maniago. Intorno ad alcune grandi imprese si sono inoltre formate altre aree specializzate, come quelle di Porcia (elettrodomestici), di Monfalcone e di Trieste, dove la cantieristica, dopo decenni di crisi, si è risollevata, grazie soprattutto alle commesse degli armatori di navi da crociera. Nel terziario spiccano l’attività portuale, quella finanziaria-assicurativa (Trieste) e il turismo, soprattutto balneare, nei centri di Lignano Sabbiadoro e Grado.