l'Emilia-Romagna

La popolazione è distribuita in maniera irregolare sul territorio regionale, dato lo spopolamento delle aree appenniniche e il forte addensamento lungo l’asse della via Emilia, dove si trova la maggior parte delle città, compresa Bologna, il capoluogo regionale. Pur in presenza di un saldo naturale negativo, la popolazione è cresciuta nell’ultimo decennio grazie a flussi d’entrata dalle altre Regioni e all’immigrazione extra-comunitaria.

Lo spazio regionale è formato dalle subregioni storiche dell’Emilia a Ovest, e della Romagna, a Sud-Est, suddivisa nelle Province di Ravenna, Forlì-Cesena e Rimini. Quasi la metà del territorio dell’Emilia-Romagna si estende nella Pianura Padana che, in prossimità della costa adriatica, ospita le Valli di Comacchio, specchi lagunari e pescosi, residui di antichi delta del Po. La restante superficie consiste in una fascia, larga circa 40 km, di rilievi collinari e montuosi appartenenti al versante settentrionale dell’Appennino Ligure e Tosco-Emiliano (vetta più elevata il Monte Cimone, 2.165 m). Dalla catena della dorsale montuosa, orientata da Nord-Ovest a Sud-Est, si stacca una serie di contrafforti, paralleli tra loro e perpendicolari allo spartiacque, che digradano verso la pianura con modesti rilievi collinari. Le alture, di carattere argilloso, sono esposte al rischio di frane, in quanto facilmente attaccabili dagli agenti atmosferici, e presentano diffusi fenomeni calanchivi. La rete idrografica è costituita dal Po, che segna il confine con il Veneto e, in parte, con la Lombardia, e da diversi suoi affluenti di destra, come il Trebbia, il Taro, l’Enza, il Secchia e il Panaro, tutti a carattere torrentizio, con una portata notevolmente variabile nel corso dell’anno; tributario direttamente dell’Adriatico è il Reno.

Una delle grandi Regioni industriali d’Italia, in cui l’agricoltura ha mantenuto un peso produttivo determinante: in sintesi questo è il risultato di uno sviluppo che ha creato solo trascurabili squilibri interni e che ha valorizzato tutte le vocazioni delle diverse aree dell’Emilia-Romagna. L’agricoltura mantiene uno stretto legame con la trasformazione dei prodotti (agro-industria) e, grazie anche alla tradizionale diffusione del cooperativismo, costituisce uno dei punti di forza della struttura produttiva regionale. Una parte sostanziale del territorio è occupata dai seminativi e ingenti sono le produzioni di frumento, mais e orzo. Molto sviluppata è la coltivazione della barbabietola da zucchero e dei prodotti ortofrutticoli. Il patrimonio zootecnico è tra i più importanti dell’intera penisola. Oltre ad alcuni grandi impianti di base, pochi dopo la crisi della petrolchimica a Ravenna e Ferrara, la geografia industriale della Regione è caratterizzata da un reticolo complesso di distretti specializzati (agroalimentare a Parma e Reggio Emilia, tessile e abbigliamento a Reggio Emilia e Carpi, meccanica, automobilistica e ceramica per l’edilizia nella Bassa modenese, macchine utensili e per l’imballaggio nei capoluoghi e nelle Province di Modena e Bologna, ceramica a Faenza). Il turismo apporta un contributo fondamentale all’economia regionale con l’ottimo livello qualitativo delle attrezzature della Riviera romagnola, uno dei potenziali ricettivi di maggior rilievo di tutta Europa.