Le Province della Calabria
la Calabria
Il numero degli abitanti della Calabria è pressoché stabile da oltre trent’anni (sfiorava i 2 milioni nel 1971, li ha raggiunti nel 1991 e li supera di poco oggi): malgrado la Regione sia sempre stata caratterizzata da un saldo naturale positivo, la stabilità della popolazione è il risultato di un fenomeno migratorio intenso sia verso l’estero sia verso le altre Regioni italiane. In questi ultimi anni, in cui i fenomeni migratori sono diventati poco rilevanti in tutta Italia, in Calabria la popolazione è diminuita (oltre 40.000 abitanti in meno dal 1999 a oggi), segno del persistere di una tendenza all’emigrazione, dovuta alle scarse risorse economiche locali. Gli unici centri d’attrazione all’interno della Regione sono Crotone, Reggio di Calabria e Vibo Valentia, mentre negli altri due capoluoghi di Provincia la popolazione è diminuita.
Situata all’estremità meridionale della Penisola, la Calabria è essenzialmente montuosa. Le aspre valli che si aprono tra le pendici dell’Appennino Calabro, disposto da Nord a Sud, ospitano le “fiumare”, corsi d’acqua a carattere prevalentemente torrentizio i cui letti in estate sono asciutti, mentre in inverno sono caratterizzati da improvvise e abbondanti piene. Per regolare il deflusso delle acque sono stati realizzati vasti laghi artificiali. A Nord il sistema montuoso della Regione si congiunge all’asse montano peninsulare con il gruppo del Pollino (2.248 m), al confine con la Basilicata; poi attraverso la Sila (Monte Botte Donato, 1.928 m) e le Serre (1.000-1.400 m), si estende verso Sud fino all’Aspromonte, che culmina con il Montalto (1.955 m). La Calabria è soggetta a violenti fenomeni sismici e metà del suo territorio è interessato da situazioni di dissesto idrogeologico.
La crisi delle grandi imprese pubbliche chimiche e metallurgiche, concentrate soprattutto a Crotone e a Gioia Tauro, e la debole diffusione sul territorio di aziende medio-piccole (nemmeno uno dei tanti distretti industriali presenti in Italia si trova in Calabria) fanno di questa Regione l’area meno industrializzata del paese. L’unico evento che ha dato recentemente una scossa all’economia regionale è stata l’opportuna riconversione del polo siderurgico di Gioia Tauro a sede di un terminal-container, che è diventato uno dei più importanti di tutto il Mediterraneo. Il settore terziario, caratterizzato dall’ipertrofia e dall’inefficienza dei servizi pubblici, rimane il più importante datore di lavoro della Regione. L’agricoltura occupa ancora una parte rilevante della popolazione attiva e riveste un ruolo importante nell’economia locale, in particolare per le colture specializzate delle zone costiere, dove sono molto diffusi gli ortaggi e gli agrumeti (compresa la produzione esclusiva del bergamotto); discreta anche la produzione di olio e vino. Il turismo interessa soprattutto i due litorali marittimi ed è una delle cause principali del degrado ambientale prodotto dall’abusivismo edilizio. La Regione conta tre grandi Parchi Nazionali: quello del Pollino, quello della Calabria, istituito per tutelare i rilievi della Sila, e quello dell’Aspromonte.