la Basilicata
In conseguenza di un fenomeno migratorio consistente e duraturo, la popolazione risulta piuttosto scarsa rispetto all’estensione territoriale, tanto che la Basilicata registra in Italia la densità regionale più bassa dopo la Valle d’Aosta. Il saldo migratorio è negativo, mentre leggermente positivo si presenta quello naturale (natalità/mortalità); restano intensi i movimenti interni, con l’abbandono dei comuni montani a favore dei due capoluoghi provinciali, Potenza e Matera, gli unici centri lucani che superano i 50.000 abitanti (la maggior parte della popolazione è distribuita in piccoli comuni da 600 a 10.000 abitanti).
La Regione si presenta con un profilo prevalentemente collinare e montuoso, che permette di suddividerla in due aree principali: una parte occidentale, dominata dall’Appennino Lucano con la vetta del Pollino (2.248 m), situato sul confine con la Calabria e, più a Nord-Ovest, quelle del Monte Sirino (2.005 m) e del Monte Volturino (1.836 m); una parte orientale, i cui rilievi declinano a Est verso le Murge pugliesi, caratterizzata da terreni argillosi e sabbiosi. Nel punto in cui comincia a digradare verso la Piana di Metaponto e il Mar Ionio, il territorio si presenta come una vasta area collinare attraversata da lunghi solchi vallivi orientati da Nord-Ovest a Sud-Est, dei quali il principale è la Val Basento, fondamentale asse di comunicazione della Basilicata. Essa è percorsa dal maggiore corso d’acqua della Regione, il Basento (circa 150 km di lunghezza) che, come gli altri fiumi Bradano, Agri e Sinni, sfocia nello Ionio. Il dissesto idrogeologico del territorio è aggravato dall’elevata sismicità; un grave terremoto ha colpito, nel 1980, la zona Nord-occidentale, causando ingenti danni e centinaia di vittime.
Con una quota percentuale di addetti doppia rispetto alla media nazionale, l’agricoltura ha un peso rilevante nella struttura produttiva della Basilicata. Il territorio è occupato in larga parte da seminativi; frumento e altri cereali costituiscono la tradizionale base della produzione agricola, ma negli ultimi decenni, grazie alla diffusione dell’irrigazione, hanno avuto un forte incremento, soprattutto nel Metapontino, colture ortofrutticole intensive. L’industria conta due poli produttivi della grande impresa e alcuni distretti formati da imprese medio-piccole. A Pisticci e nella Val d’Agri si trova il polo petrolchimico, costituito su iniziativa dello Stato per sfruttare i giacimenti di metano e di petrolio presenti nella zona; a Melfi l’impianto della Fiat ha invece costituito il polo dell’auto, nel quale, oltre allo stabilimento dell’azienda torinese, si trovano diverse imprese di componenti del settore. L’evento produttivo più interessante dell’ultimo decennio è stato lo sviluppo di distretti industriali specializzati nel Materano (mobili-divani) e nel Potentino (abbigliamento intimo). Per quanto riguarda il settore terziario, i servizi della pubblica amministrazione rappresentano la più grande e la meno efficiente “industria” della Regione, mentre i servizi per le imprese risultano ancora inadeguati allo sviluppo del territorio. Gli investimenti per il turismo hanno finora riguardato quasi esclusivamente le aree balneari di Maratea, sul litorale tirrenico, e del Metapontino, su quello ionico, dove sono presenti testimonianze dell’antichità greca (tempio di Cerere). Poco valorizzate invece le aree dell’Appennino, tra cui, al confine con la Calabria, il Parco del Pollino, e i Sassi di Matera, dichiarati dall’Unesco “patrimonio dell’umanità” nel 1993.